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mercoledì, Ottobre 5, 2022

Cattocomunisti, retrogradi, integralisti e franchi tiratori: così si è affossato il Ddl Zan

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Inutile negare di essere un Paese cattocomunista e retrogrado: il  DDL Zan è stato decapitato dal Senato, attraverso la ghigliottina del voto segreto.

Cosa è successo? Semplice: se alla luce del sole il centrosinistra si dichiarava largamente favorevole all’approvazione, vantando anche adesioni anche dal centrodestra, nel momento del voto tutto si è ribaltato. I voti a favore si sono rivelati molto minori di quelli “garantiti”, e quindi il DDL non è passato. Fine della storia.

Le reazioni non si sono fatte attendere: Arcigay ha dichiarato attraverso il segretario generale Gabriele Piazzoni: “I numeri della votazione con cui il Senato ha affossato questa mattina il testo Zan contro l’omotransfobia sono inesorabii: la nostra classe politica è in larga maggioranza omofoba”. E ha continuato: “Il margine con cui la maggioranza del Senato si è espressa, va ben oltre i confini delle destre, dei finti liberali di Forza Italia o dei cinici arrampicatori di Italia Viva. Ci sono responsabilità anche all’interno delle forze politiche in cui militano i parlamentari primi firmatari del testo. Insomma: c’è una responsabilità diffusa della politica, che ne esce fotografata in maniera implacabile. Questo Parlamento non è stato all’altezza delle sfide di questo tempo”.

D’altra parte invece, a gioire è stata Family Day, organizzazione di orientamento conservatore e religioso, il cui rappresentante, Massimo Gandolfini, ha dichiarato: “Ci rallegriamo per la dimostrazione di buon senso che hanno dato i senatori italiani. Come Family Day ribadiamo il rispetto per le persone di ogni orientamento sessuale ma questo disegno di legge era assolutamente da fermare poiché ideologico, inutile e pericoloso.

Ricordiamo inoltre che non esiste alcun vuoto normativo, essendo presenti nel codice penale tutti gli strumenti giuridici volti a perseguire e condannare chi si è reso colpevole di discriminazioni e violenze motivate dall’orientamento sessuale. Le misure liberticide, la propaganda nelle scuole e l’istituzione di una vaga identità di genere intercambiabile hanno quindi provocato l’opposizione di femministe, liberali e della Chiesa che, con una nota della Congregazione per la Dottrina della Fede della Santa Sede, ha espresso ancora una volta la sua netta contrarietà al ddl Zan”.

Viene da pensare che l’Italia è un Paese di poeti, musicisti e naviganti. Ma anche una terra di politici pavidi che, per tenere alti i consensi di una certa parte dell’elettorato, non esitano a obbedire a bacchetta alle istruzioni di Santa Romana Chiesa. Però mi domando: hanno giurato sulla Costituzione Italiana o sulla Bibbia?

 

(27 ottobre 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 



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