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C’era una volta il Lolita Express, ossia il Boeing 727 di proprietà del finanziere americano Jeffrey Epstein…

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C’era una volta il Lolita Express, ossia il Boeing 727 di proprietà del finanziere americano Jeffrey Epstein, che si diceva fosse l’aereo che veniva utilizzato per portare ragazzine e VIP nelle dimore del riccone, dove si tenevano incontri hot. Ora il velivolo giace, abbandonato, in un hangar in Georgia. Sul Lolita salirono in tanti: politici, capitani d’industria, professionisti: tutti in cerca di trasgressioni erotiche, magari in compagnia di minorenni.

Il recruiting pare venisse fatto da Ghislaine Maxwell, che ingaggiava ragazze povere e carine per portarle ai festini a luci rosse, in cambio di regali e denaro. Poi, in una sorta di gerarchia piramidale, le stesse ragazze venivano invitate a trovare amiche che fossero interessate a tirare su qualche dollaro, in modo da garantire il ricambio perché, si sa, dopo un po’ la solita minestra stufa.

Ma poi accadde l’impensabile. Nel 2008, dopo indagini durate tre anni a seguito delle denunce di abusi sessuali presentate del padre di una delle lolite, Epstein venne condannato da un tribunale della Florida per aver procurato ragazzine ad alcuni politici e poi, nel 2019 per traffico sessuale di minori in Florida e New York. Dopo qualche mese dall’arresto, venne trovato morto in cella: suicidio.

Lo scorso dicembre è toccato a Maxwell, di essere processata: inoltre il 18 gennaio, la donna ha dichiarato tramite il suo avvocato di aver deciso di “smettere di mantenere l’anonimato” sugli otto complici di Maxwell. Sembrerebbe quasi un ammonimento a chi sa, ma le mie sono solo supposizioni.

E’ poi notizia di venerdì 18 febbraio del suicidio (il secondo di questa vicenda), di Jean Luc Brunel, cofondatore con Epstein dell’agenzia di modelle MC2 Model Management. Era in carcere con l’accusa di stupro ai danni di una quindicenne, accusa che respingeva, ed è proprio nell’istituto di pena che si è tolto la vita.

Un altro nome eccellente coinvolto nell’affaire, è quello di Andrea di York, terzo figlio della regina Elisabetta. Il principe è in questi giorni ad un accordo extragiudiziale – la cui cifra resta riservata ma si presume sia sostanziosa – con Virginia Giuffre, che lo aveva accusato di averne abusato sessualmente quando era ancora minorenne e in più occasioni, sia nelle dimore di Epstein che di Maxwell; accuse negate dal principe che tuttavia ha sborsato purché mettere tutto a tacere. Andrea si è visto inoltre revocare titoli e incarichi da Sua Maestà, tra i quali quello di Altezza Reale.

Ma la matassa sembra essere ancora più ingarbugliata se è vero che Maxwell presto vuoterà il sacco sugli altri otto sodali: il vizietto sembra quindi essere più esteso di quanto sembri. E di sicuro saranno molti a tremare per le dichiarazioni che le due donne  potrebbero ancora fare. Il giallo si fa più intricato. Chi ha paura di Giuffre e Maxwell?

 

(20 febbraio 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

 

 

 

 

 



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