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giovedì, Febbraio 2, 2023

Per salvare le donne afghane non bastano gli slogan, né i presidi

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Un presidio di persone ha dato vita nel pomeriggio di oggi alla manifestazione di sostegno alle donne afghane, le cui vicende sembrano quasi essere state dimenticate, dopo la presa del potere da parte dei Talebani, lo scorso agosto.

Purtroppo, come spesso accade dopo gli “incendi” mediatici, ossia quei periodi nei quali il focus globale è rivolto a una singola notizia, l’attenzione è scesa e alle vicissitudini di queste donne non si interessa quasi più nessuno. A volte sui giornali compare qualche breve articolo, ma ciò non basta ad aiutare quelle che sono ancora nel Paese asiatico, che ora si trovano riportate in un oscuro passato, private dei diritti per i quali avevano combattuto. Come ha dichiarato ai nostri microfoni Maura Cossutta, presidente della Casa Internazionale delle Donne di Roma: “Dobbiamo lottare anche per fare arrivare in Italia le studentesse afghane che hanno vinto la borsa di studio e che ora hanno diritto di stare nel nostro Paese”. La manifestazione si è tenuta a piazza Santi Apostoli, uno dei luoghi simbolo delle proteste, senza però avere una grossa partecipazione. Per questo è necessario ora più che mai che la politica si interessi a quello che accade in Afghanistan, perché in un mondo sempre più globalizzato, quello che accade in un luogo ha conseguenze anche a distanza di migliaia di chilometri.

Ben vengano queste iniziative, che hanno visto le attiviste scandire gli slogan delle loro compatriote; va benissimo il minuto di silenzio dedicato a loro: ma sarebbe ancora meglio se tutto questo assumesse una valenza più forte, partecipata e sentita.

(16 febbraio 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 



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