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domenica, Novembre 27, 2022

Nessuno sembra chiedersi cosa stia accadendo sul serio al popolo ucraino

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Mentre l’Europa si interroga se far entrare o meno l’Ucraina nella UE; mentre il presidente Putin si concede in una dichiarazione con la quale chiede che il gas russo venga pagato in rubli; mentre tutti si preoccupano, e a ragione, delle Borse, dell’economia, dell’impatto del flusso dei profughi sulla diffusione del Covid, nessuno sembra però chiedersi cosa stia veramente accadendo al popolo ucraino.

Distinguere tra narrazione e contro narrazione è difficilissimo; la propaganda e la diffusione di notizie false oscurano la verità, e solo chi in Ucraina ci vive può dire davvero come stanno le cose.

L’arcivescovo Sviatoslav Shevchuk, a capo della Chiesa greco cattolica di Kiev, ha dichiarato: “La città di Mariupol sta vivendo un genocidio. La gente muore non solo a causa delle armi nemiche ma anche per l’odio, Centinaia di persone muoiono di fame, e non solo nella città, anche nei dintorni. A ogni ora che passa, riceviamo notizie di una vera catastrofe umanitaria, di omicidi, saccheggi, stupri”.

Sono 2.389 i bambini del Dombass che, secondo il ministero degli Esteri ucraino, sono stati portati in Russia illegalmente. Altre persone, donne e minori, sembra vengano condotti lontano, attraverso la Transiberiana e in località sconosciute, quale ricatto agli uomini combattenti. Come  a dire: se ti arrendi, rivedrai la tua famiglia.

La piaga degli stupri di guerra, dalle yazide rapite e rese schiave dall’ISIS, ai fatti nella ex Jugoslavia, alle donne segregate in Libia e abusate prima di essere imbarcate nei viaggi della speranza nel Mediterraneo: questa vergogna sembra non avere mai fine, e si sta verificando anche in Ucraina. Un episodio per tutti: Nova Bohdanivka, 10 marzo scorso. I russi irrompono in casa dell’ex segretario della municipalità, che uccidono a sangue freddo. Poi, si occupano della moglie, Maryna. I vicini di casa la troveranno in stato confusionale, accanto al figlio. Sembra che lo stupratore abbia un nome: si tratterebbe di Michail Romanov, già ucciso dai soldati ucraini, e colpevole di diverse violenze sessuali ai danni delle donne ucraine.

E’ duro da ammettere, ma nulla di nuovo dal fronte orientale.

 

(24 marzo 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 

 



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